Gastone cibi e facezie

Sabato sera e non abbiamo pensato alla cena, come sempre al suono di “buonasera, siamo in due, non abbiamo prenotato” affrontiamo il freddo. Superiamo il sushi bar affollato e ci dirigiamo da questo Gastone cibi e facezie: il menù sulle lavagne al di fuori del locale ci piace. Gastone credo sia quello della canzone – e l’ambiente ci si addice bene -, se poi dovesse essere anche il nome del proprietario a me non importa! Il posto è caldo e curato, davvero accogliente, bella la musica, la cucina e il bancone a vista. Il caldo ci appanna gli occhiali. Nell’attesa della conferma di un tavolo ci offrono due calici di bianco che fanno sempre piacere. Il personale è cordiale, il ragazzo al bancone degli antipasti è molto allegro. Tavolino di legno bianco traballante come piace a me. Il menù ha più di un piatto invitante e scegliamo un antipasto di salumi e una burrata con pesto e pomodori arrostiti, il sedano nero ripieno, al quale Lui non può rinunciare dato che è stagione, e una tagliata di tonno. Un calice di rosso e un calice di bianco. Rinunciamo al dolce perché la crostata integrale con marmellata di fichi è finita e dal bancone della preparazione dei dolci vedo che c’è del topping, forse all’amarena, alla base dell’orgasmo di cioccolato…no, il topping NO. Ci alziamo sazi. Totale 46 euro. Torneremo per assaggiare la caponata catanese, le acciughe alla folignata e la carbonara di Gustavo che dicono essere leggendaria…e vabbè poi non ci limiteremo nel dolce. Consigliato.

Sabato sera, non abbiamo prenotato, sono le 20.30, lei vuole andare al sushi. Io ho già mangiato troppa torta sacher e il sushi non mi va. Andiamo al sushi. Per fortuna il sushi è pieno. Era da tempo che avevamo visto un nuovo ristorante aperto in un vicolo vicino Piazza Faloci Pulignani. Superiamo il ristorante Il Buco all’angolo sbirciando menù e locale dalla finestrella. Lungo il vicolo in pochi metri tre lavagne ci invitano a mangiare da Gastone. Faccio entrare lei per prima che dice così bene quella frasetta “siamo in due, non abbiamo prenotato…”, lei entra, noi entriamo, ci si appannano gli occhiali, e lei inizia  con “buonasera, siam…”. Ci dicono di essere in attesa della conferma di una prenotazione per un tavolo per tre e se non hanno notizie entro cinque minuti ci faranno accomodare. Ci spostiamo dal bancone nei pressi dell’ingresso per non dare fastidio. Ci offrono due calici di vino nell’attesa. All’improvviso si vedono tre ragazzi dall’ampia vetrina di ingresso al locale…la nostra cena sfuma, beviamo in fretta i calici di bianco pensando di dover ricominciare la ricerca per la cena. Invece con nostra sorpresa una ragazza cordiale ci invita a sederci nella saletta sul retro. Il sedano nero è l’obiettivo della mia serata. Tavolinetto di legno verniciato bianco un po’ traballante, sala non luminosa ma ambiente riservato e accogliente – la sala principale è più ampia, caotica e affollata -. Sul menù più di un piatto è invitante, i prezzi sono abbordabili. Tra i primi c’è la carbonara, di cui ho sentito parlare, che abbiamo però saltato per arrivare ai secondi prendendo il sedano nero ripieno e una tagliata di tonno. Dolci molti invitanti sul menù ma sul bancone di preparazione a vista di quantità esigua. Piacevole la musica di sottofondo. Arrivano gli antipasti con un bel piatto di salumi tagliati a mano e una burrata che pensavo fosse più grande. Non passa troppo tempo per i secondi: sedano nero ripieno gustoso, porzione nella media, ricetta classica, buona la salsa di pomodoro, forse il ripieno un po’ asciutto. Lei mi fa assaggiare la tagliata di tonno, buona. Pane fresco cotto a legna. Personale di sala cortese e proprietario allegro e colorito. Abbiamo mangiato bene, speso il giusto (46 euro in due) e ci torneremo.

La Casareccia

Locale consigliato per andare a ottobre, durante la festa del sedano nero e sagra della salsiccia di Trevi, dopo aver fatto un giretto per il mercato nella piazza del paese, a mangiare il sedano nero ripieno senza spendere troppo ed evitando gli ambienti caotici e chiassosi delle taverne. Il luogo è uno di quelli privi di fascino ristrutturati e curati che mantiene però un aspetto da trattoria con poche pretese e con luci troppo forti. Il personale di sala non è particolarmente gentile e sembra sempre stare a non fare niente. Eppure il servizio è veloce e il sedano nero ripieno di carne, piatto tipico trevano, è davvero buono, grosso, succulento e ricoperto di un sughetto rosso saporito. Il sedano intero costituisce un piatto unico che quasi si fatica a finire e viene 12 euro, metà sedano viene 6,50 euro. Per il resto la pizza è bassa e cotta su forno elettrico, senza infamia e senza lode ma può piacere, e gli antipasti che si vedono passare tra i tavoli ricordano la cucina da trattoria anni novanta…perfetti se siete nostalgici dei ristoranti dai prezzi abbordabili dove vi portavano i genitori da bambini. Il locale è sempre pieno e conviene prenotare nel mese di ottobre. Vale la pena sedersi e, al di là di ogni aspettativa, lasciarsi affascinare dalla sfilata di  casalinghi sedani neri ripieni su casalinghi piatti bianchi che tutti, ma proprio tutti, i clienti ordinano seduti su tavoli che sono tutti, ma proprio tutti, prenotati dalle sette e mezza della sera in poi.

Il Vesuvio

Classico ristorante pizzeria con ambiente informale che fa cucina e pizza napoletana, molto frequentato e apprezzato a Foligno sopratutto per la cucina di pesce. Noi ci mangiamo sempre e solo pizza, in assoluto la mia preferita nella zona per l’impasto: napoletana, con i bordi alti, morbida e digeribile. E se la bontà di una pizza e la bravura del pizzaiolo si capiscono assagiando le pizze semplici, la marinara, che nella maggior parte delle pizzerie risulta immangiabile per il palato, qui -per la buona passata di pomodoro, il basilico, la giusta quantità di olio oltre che l’impasto e la cottura- è invece da provare insieme alla pizza margherita con mozzarella di bufala. Molto buona per i condimenti anche la pizza vegetariana e la vegetariana con la salsiccia! Evito invece il loro salame e il calzone. Ovviamente Lui non si sazia con la sola pizza ma una porzione di patatine fritte permette di raggiungere lo scopo. Prezzi nella media per la pizzeria, più alti per quanto riguarda la cucina di pesce. Locale sempre pieno, il consiglio è quello di prenotare per non rimanere a pancia vuota!

Zupperia Le Puelle

Locale informale ma con ambiente curato ed elegante. Perfetto nelle serate fredde quando la domenica sera nessuno vuole cucinare però si ha voglia di mangiare qualcosa di caldo e casalingo. La scelta è tra zuppe che cambiano di giorno in giorno e in base alle stagioni e che vengono servite con un numero spropositato di dadini e bruschette di pane bianco e integrale: vi alzerete sazi dal tavolo e in pace con il mondo! Si può decidere di fare due mezze porzioni molto abbondanti e se rimanesse spazio nel vostro stomaco potete occuparlo con un dolce, che io prendo raramente e a mio parere non all’altezza delle zuppe. I vini sono molto buoni. Aperto anche a pranzo e con servizio da asporto. Le loro zuppe io le conosco tutte (o quasi, mi manca da provare per ora solo la zuppa barocca). Le mie preferite sono la vellutata di finocchi con salmone affumicato e marinato, davvero sorprendente, e la passata di fave con cicoria croccante; se non doveste trovarle nel menù buttatevi tranquillamente sulla pappa al pomodoro, oliata e saporita, o sulla zuppa patate e baccalà, molto delicata. Lui prende sempre fagioli all’uccelletto, piccanti al punto giusto. Infine non disdegnate questo locale nei mesi primaverili ed estivi, anche con il caldo riserva inaspettate soddisfazioni e piatti a base di legumi e cereali freddi, e poi chi lo ha detto che le zuppe si mangiano solo d’inverno?